Intervista a Gaetano Mastellone
Parla Mastellone, l’ideatore del progetto di azionariato popolare per il Sorrento. I tifosi vogliono chiarezza, ed il banchiere pure. Proprio lui, nelle ultime ore, ha visto Giglio e Castellano. E dopo gli annunci delle firme di Dalla, Morgia e Juliano, si aggiunge quella del senatore Lauro. Insomma, la strada forse si spiana.
Quale è il primo bilancio dell’iniziativa?
“Come le novità sconta la fase di start. Il dato evidenzia oltre 200 adesioni per una raccolta di circa 200mila euro”
Soddisfatto della risposta popolare?
“Abbastanza, considerato che il raccolto è frutto del lavoro di pochi in qualche giorno. Ha subito ben risposto solo la parte mediana della popolazione. Aspettiamo la discesa in campo di imprese e commercianti”
Quota duemila è lontana: su cosa punta?
“Duemila è la punta dell’iceberg. Basterebbe la metà. Il popolo sono certo che farà la sua parte. Come si fa a non aderire con un euro al giorno di spesa? Ci credo perché quest’iniziativa non può non avere successo. Se i sorrentini non faranno questo piccolo sacrificio per aiutare il Sorrento, lo sport e i giovani, vorrà dire che siamo messi male. Ho grande fiducia negli opinion leaders e nelle associazioni. Per la riuscita del progetto la loro discesa in campo è fondamentale così come è fondamentale che lo faccia il sindaco che ha approvato e condiviso l’idea dando la sua parola per un fattivo interessamento”
Ci saranno strumenti economici agevolativi per i sottoscriventi?
“Sicuramente. La Banca di Bari ha già di massima predisposto il prodotto finanziario. Per la categoria uomini chi vuole acquistare in anticipo le tre quote annue, lo potrà fare con un finanziamento a 12 mesi con rata di 48,65 euro mensili. Per le donne la rata sarà di euro 30,96 al mese”
Alcuni non sottoscrivono poiché temono che in caso di fallimento del Sorrento, col loro acquisto di quote, perderanno i soldi. E’così?
“A Sorrento dobbiamo essere orgogliosi di tante cose: una di queste è che la classe imprenditoriale è sana. Ciò è una valida garanzia. Tecnicamente, se dopo la sottoscrizione delle quote azionarie il Sorrento dovesse fallire, la gente perderebbe solo la quota versata senza problemi di natura personale. Nessun pericolo personale”
Sente il bisogno di tirar le orecchie a qualcuno?
“Non confondere mai la politica con lo sport. Se gratuitamente ho elaborato un progetto, se ho destinato tre settimane di ferie a questo lavoro l’ho fatto perché invitato e sollecitato da un gruppo di splendidi ragazzi. L’ho fatto per la mia città che amo più di ogni cosa. Sorrento non ha bisogno di queste cassandre”
Avevate invitato, lunedì, tutti i sindaci peninsulari. Si è presentato solo Fiorentino. Rammaricati?
“In penisola il lavorare insieme è assente. Non siamo rammaricati: lo debbono essere gli assenti, che hanno perso ancora un’occasione di vedere gente sana ed attiva al lavoro in modo aperto e disinteressato”
Pare che Castellano voglia rimanere, mentre Giglio vorrebbe lasciare. Cosa cambia?
“Ai presidenti dobbiamo dire solo grazie. Lasciamoli stare, al momento hanno altri impegni. Per una società, le attività non si chiudono con la fine del campionato. Ci sono gli ultimi stipendi da pagare, le liberatorie che i calciatori devono sottoscrivere. Sono persone che amano il calcio e Sorrento”
Crede che la mancanza di chiarezza dei patron influisca negativamente sul progetto?
“Mi auguro che la coppia non scoppi perché è un duo di successo: s’integrano bene poichè hanno caratteri diversi. Vicino ai presidenti manca il collante che può aiutarli a gestire e fare scelte. La fondazione, con la speranza dell’ingresso di imprenditori, sarà utile”
Ha visto i presidenti?
“Li ho incontrati per informarli sullo stato progettuale. Hanno detto che l’idea è interessante e che si aspettano molto dall’azionariato. Vogliono un coinvolgimento di imprenditori ed un sindaco elemento catalizzatore”
In molti spingono per avere chiarezza.
“Giglio e Castellano sono stati fin troppo chiari: li ammiro anche per questo. Hanno detto di voler aiuto, di garantire l’iscrizione e di voler fare un passo indietro se qualcuno volesse rilevare. In pratica un’attesa della reazione della città. Dopo ci sono state chiacchiere. Valuto i fatti. Nell’elaborare il progetto sono partito da quello che hanno detto nella conferenza stampa”
La somma raccolta sarà versata a scatola chiusa o ci sono paletti?
“No. L’azionariato popolare deve partecipare alla gestione societaria attraverso due suoi rappresentanti qualificati per costruire una salda società”
Che idea ha della vicenda societaria?
“Il mecenatismo è finito: lo dobbiamo capire. Si va avanti solo con la partecipazione collegiale. Esempio? Abbiamo solo tre quote vip: sono tre imprenditori non sorrentini coinvolti da me”
Perché gli imprenditori locali sono insensibili al calcio?
“A loro non si può imputare nulla. Ognuno fa come crede. Ringrazio Cappiello dell’English Inn che ha destinato il 3% del fatturato al Sorrento. Ed ho trovato un dirigente di un’azienda nazionale, che vuole incrementare il fatturato in penisola, che arriverà al 5%”
Salvatore Dare